Quando anche in Italia si è iniziato a parlare di Covid-19, un po’ come tutti, abbiamo pensato a un’esagerazione. Dopo qualche giorno, però, in anticipo rispetto a molti dei nostri colleghi, abbiamo deciso di bloccare gli ordini per il 2020.

È stata la decisione migliore che potessimo prendere. Ci siamo chiusi a riccio, in difesa, e abbiamo dovuto prendere decisioni drastiche, come la cassa integrazione per i nostri dipendenti e “stringere la cinghia” dal punto di vista economico.

Era più o meno il 20 febbraio e fortunatamente abbiamo giocato d’anticipo. L’ondata Covid è stata più violenta delle nostre attese.

La prima settimana di lockdown è stata un po’ surreale…

Abbiamo approfittato per staccato completamente dal lavoro, quasi come se fosse un periodo di relax. Ma poi l’incertezza economica e la paura del domani, hanno iniziato a fare capolino.

Più volte ci siamo messi in discussione e abbiamo pensato se le decisioni prese in passato, fossero davvero giuste oppure azzardate. Ma si sa, indietro non si può di certo tornare e allora abbiamo deciso di smettere di guardare dallo specchietto retrovisore e di concentrarci sul presente, proiettati verso il futuro.

La prima domanda che ci siamo posti è stata:

cosa possiamo fare per essere utili agli altri e al contempo a noi stessi? Cosa può fare Artigianato Pasella per aiutare le persone e per evitare la stasi totale? Che cosa manca sul mercato, che può essere prodotto nell’immediato?

La risposta è stata più semplice del previsto: mascherine.

Abbiamo iniziato a produrre mascherine impermeabili

Abbiamo fatto una cernita del materiale presente in azienda, abbiamo studiato i tessuti e modificato alcuni macchinari e il risultato è stato un successo ben oltre le nostre aspettative.

In un momento in cui tutti urlavano a gran voce la mancanza di un prodotto diventato di prima necessità, abbiamo lanciato il nostro progetto. Abbiamo iniziato a produrre mascherine impermeabili, lavabili, con un buon rapporto qualità-prezzo.

Eravamo consapevoli di dover dare un servizio alla comunità, in nome del forte senso di appartenenza che ci lega al nostro territorio, la Gallura, e del mantra che ci accompagna da quando è nata la nostra attività: siamo generatori di soluzioni, non esaltatori di problemi.

All’inizio le nostre mascherine erano “neutre”, senza decorazioni.

Abbiamo creato una rete di distribuzione sia su internet che sul territorio, grazie al sostegno di tanti professionisti che hanno deciso di collaborare al nostro progetto. Successivamente abbiamo pensato di dare personalità al nostro prodotto. L’evento fortuito che ha dato inizio al nostro brand di mascherine, è stato l’incontro, mesi prima dell’arrivo del Covid, con la designer Mara Damiani. Ci siamo conosciuti a Cagliari, durante un evento, e ci eravamo ripromessi di collaborare in qualche modo.

Durante il lockdown Mara ci ha contattato e ci ha proposto la produzione di mascherine decorate e colorate, con una forte personalità sarda e con un obiettivo al quale non potevamo dire di no: aiutare la Caritas di Cagliari.

Nasce così il progetto “Mascherine Pasella by Mara Damiani”

un modo per aiutare noi a non crollare definitivamente, la popolazione a proteggersi dal virus e la Caritas a prendersi cura di tutte quelle persone colpite duramente dalla crisi economica da Covid.

Tutti noi vorremmo ritornare alla normalità e aspettiamo di poter vendere i nostri prodotti, quei prodotti per i quali le nostre aziende sono nate e si sono evolute. Ma vogliamo vedere questo momento come una fase di crescita importante, anche se siamo consapevoli che questo non sarà di certo un anno facile.

Dovremo fare sacrifici, ma siamo pronti. D’altronde, il Covid ci ha insegnato che nei momenti di crisi è necessario tirare fuori le proprie risorse, vedere le opportunità anche nei momenti negativi. Perché in realtà, siamo tutti portati naturalmente ad adattarci a quello che ci capita.

Il futuro da qui a dicembre?

Siamo convinti che in questo momento le persone hanno voglia di rilassarsi, di assaporare un po’ di normalità, di provare a voltare pagina.

Probabilmente il mondo che abbiamo conosciuto prima del Covid, non esisterà più.

Per un po’ di tempo dovremo fare delle rinunce, avremo nuove abitudini, la nostra quotidianità è già cambiata, in effetti.

Ma siamo certi che ce la faremo, e non ci riferiamo solo alla nostra azienda. Nonostante le sofferenze e i dolori che ognuno di noi porta con sé, siamo uomini, donne, un popolo, una nazione che ha già sollevato la testa. O forse, non l’abbiamo mai abbassata.

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