Occhi enormi e bocca larga, naso pronunciato, colore scuro: le maschere dei Mamuthones di Mamoiada si distinguono per la loro conformazione tipica.

Per capire meglio come nascono le maschere dei Mamuthones di Mamoiada, abbiamo intervistato un artigiano che spesso collabora con noi, Daniele Mameli.

Chi è Daniele Mameli?

“Figlio d’arte, tramando l’arte di mio padre, tutto ciò che lui mi ha insegnato sulla lavorazione delle maschere.

Mio padre ancora gironzola per il laboratorio, gli piace vedermi in azione, mentre metto a frutto i suoi insegnamenti.

Ed esattamente così, da bambino, ho imparato i segreti delle maschere da lui, così come anche mio figlio sta iniziando a creare qualcosa.

Vivevo nel laboratorio di mio padre, soprattutto d’estate, e in quei pomeriggi caldi ho imparato a costruire i miei giochi in legno, inconsapevolmente ho forgiato il mio futuro.  

Oggi, opero nel mio laboratorio a Mamoiada, e amo far entrare i visitatori incuriositi dal processo creativo: solo così, capiscono il vero valore del mio lavoro e la fatica che lo contraddistingue.

Amano osservare le operazioni che dal pezzo di legno portano alla nascita della maschera.

Abbiamo anche un piccolo negozio che rimane aperto soprattutto d’estate e che gestisce mia moglie”.

Come nasce la tua attività?

“La nostra storia di artigiani nasce con l’apertura da parte di mio padre di una piccola falegnameria, dedicata alla costruzione di mobili e di cassapanche.

Solo successivamente ci siamo dedicati alla produzione delle maschere: mio padre è stato il primo che ha realizzato le maschere a livello artigianale, verso la metà degli anni sessanta.

La storia dell’introduzione delle maschere è molto particolare: mio padre ha trovato, a casa di un lontano parente, una maschera di Mamuthones dell’ottocento: era ben rifinita, con un’ottima profondità.

Fatta con legno di pero selvatico, sicuramente tagliato nel giusto periodo (bisogna sempre seguire le fasi lunari), non era in ottime condizioni ma mio padre l’ha riportata a nuova vita. Inoltre, aveva una particolarità difficile da trovare, in quegli anni: era sottile e leggera.

Questa è stata la caratteristica che ha colpito di più mio padre, che ben conosceva le difficoltà dei Mamuthones durante le sfilate. Le maschere prodotte da loro stessi e utilizzate durante il carnevale, erano infatti molto pesanti, ed era quindi faticoso indossarle per tante ore di fila.

Inoltre, causavano dei lividi e delle escoriazioni che segnavano per giorni i visi di chi sfilava.

Quando negli anni ‘70 è sorta ufficialmente la Pro Loco di Mamoiada, le maschere di mio padre sono state scelte per le sfilate, grazie alla loro leggerezza e indossabilità: è stata la fortuna delle maschere, che sono state tramandate sino a oggi, e la fortuna nostra come piccoli artigiani.

Nonostante in quel periodo il turismo a Mamoiada non fosse ancora sviluppato, mio padre aveva intuito che qualcosa sarebbe cambiato.

Mentre tutti i suoi colleghi artigiani o commercianti chiudevano e se ne andavano al mare, lui aspettava i pochi turisti che passavano in zona. Preparava un pezzo di carne arrosto e invitava a pranzo chiunque passasse nel suo laboratorio.

Come si svolge il tuo lavoro?

Le fasi della lavorazione delle maschere sono tre: la scultura, partendo dal grezzo, la stagionatura per almeno tre mesi e infine la levigatura e la verniciatura.

Dopodiché la maschera viene marchiata a fuoco con il nostro marchio “Mamuthones Mameli Mamoiada”

Lavoriamo soprattutto le maschere della tradizione di Mamoiada, quella nera e quella bianca ma ci piace molto assecondare il nostro estro, ad esempio producendo maschere in noce o in ginepro oppure inventando nuove linee espressive.

Questo lo facciamo anche per soddisfare quei clienti che hanno già le maschere della tradizione e che vogliono avere qualcosa di nuovo e originale.

Progetti per il futuro?

Continuare a fare maschere. Il mio futuro è legato ai miei figli, che spero seguano, entrambi, il mio cammino.

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